La demenza


Di solito si parla di Alzheimer, in quanto malattia molto diffusa e conosciuta, che tuttavia è solo una delle possibili forme di demenza. Quando si parla, inoltre, di demenza senile ci si riferisce alla stessa malattia.
DIFFUSIONE
Interessa il 7% delle persone con più di 65 anni

ed il 30% delle persone oltre gli 80 anni
La demenza non si presenta prima dei 45 anni di età ed è abbastanza rara fra i 45-65 anni. L’incidenza aumenta con l’avanzamento dell’età, tuttavia non è detto che una persona anziana debba sviluppare demenza.
 
Tra le varie problematiche che accompagnano l’invecchiamento compare quella delle alterazioni cognitive, che possono essere una conseguenza di malattie cerebrovascolari, ipertensione, traumi cranici ed altro, e non necessariamente evolvono in demenza. Possono, però, anche essere dei fattori di rischio per sviluppare demenza.

Sarebbe quindi importante sottoporsi periodicamente ad un esame neuropsicologico per un controllo specialistico del funzionamento cognitivo; questo per favorire la diagnosi precoce.
 
TRATTAMENTO
Il trattamento della malattia prevede la terapia farmacologica, la riabilitazione cognitiva e comportamentale, la consulenza alla famiglia che assiste il paziente, il controllo dell’alimentazione e dei fattori di rischio cardiovascolare.

Lungi dall’essere risolutivo l’approccio terapeutico può, però, rallentare l’evoluzione della malattia e questo effetto ottenuto nelle fasi iniziali ha un impatto maggiore sulla qualità della vita del paziente ed anche della sua famiglia.
 
COME SI PRESENTA
La demenza è una sindrome complessa che si manifesta con una progressiva riduzione delle funzioni mentali, della memoria, attenzione, concentrazione, pensiero, linguaggio, ecc..

La compromissione delle funzioni cognitive diviene tale da interferire con il funzionamento sociale e con le attività della vita quotidiana, fino a determinare la perdita progressiva dell’autonomia e dell’autosufficienza.
 
Questi sintomi sono spesso accompagnati da disturbi nella sfera della personalità, dell’affettività, dell’ideazione, della percezione e del comportamento.

Dopo mesi o anni dall’instaurarsi del processo patologico, a seconda delle condizioni e delle differenze individuali, la maggior parte delle funzioni cognitive si deteriora in maniera significativa, si perde la coscienza della propria persona, la capacità di giudizio e quella di provvedere a sé stessi.

Non tutti i pazienti con demenza hanno lo stesso quadro clinico; esistono infatti diversi tipi di demenza, ciascuna con le sue manifestazioni patologiche a seconda delle aree cerebrali inizialmente interessate dalla malattia. Le differenze nei sintomi fra i diversi tipi di demenza compaiono nelle fasi precoci, con l’avanzare della malattia si annullano fino a condividere numerose caratteristiche.
 
Il carico di invalidità della demenza pare sia il più alto di quasi tutte le altre condizioni di malattia. Le alterazioni comportamentali dovute ad allucinazioni, deliri di gelosia, agitazione, aggressività, misidentificazione e depressione sono un’importante fonte di carico per i familiari e sono spesso causa di istituzionalizzazione.

I familiari sono l’elemento fondamentale di supporto delle persone con demenza, questo può portare ad un sostanziale logorio psicologico, pratico ed economico.

L’opportunità di intervenire con la stimolazione delle capacità cognitive residue, in una fase iniziale o intermedia della malattia, quando tali capacità ancora presiedono un certo grado di autonomia, può contribuire al prolungamento di questa condizione.

La comprensione da parte dei familiari delle specifiche limitazioni cognitive del proprio caro può contribuire a porsi in un rapporto assistenziale che favorisca le capacità esistentirallentando il deterioramento e compensando le difficoltà. A sua volta questo tipo di assistenza può migliorare la capacità di gestire i disturbi del comportamento, con un impatto sulla qualità della vita di tutti, il più a lungo possibile.

 
 
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