Rivolgersi a un neuropsicologo: con quali obiettivi?

Per valutare l’entità dei disturbi nel funzionamento cognitivo e le loro caratteristiche, il neuropsicologo utilizza un processo diagnostico di valutazione che comprende colloquio, prove testistiche, calcolo dei punteggi nelle prestazioni e confronto con le medie dei punteggi di ampi gruppi di popolazione.

Talvolta si ricevono diagnosi mediche, di cui non sono chiare pienamente le conseguenze sui cambiamenti di vita che la persona e la famiglia potrebbero dover accogliere. Questa consapevolezza può affacciarsi successivamente e si rende utile la consulenza neuropsicologica per la comprensione, il sostegno, l’orientamento e la pianificazione, in base anche ai servizi offerti dal territorio.

Attraverso un quadro della situazione e il profilo neuropsicologico, che evidenzia gli eventuali processi danneggiati e quelli integri, si facilita la spiegazione di alcuni comportamenti altrimenti incomprensibili e fonte di disagio. Partendo da qui, si generano le indicazioni per una gestione più consapevole di procedure e attività quotidiane, nonché della relazione.

Sulla base del profilo neuropsicologico è possibile programmare l’applicazione di interventi riabilitativi personalizzati, finalizzati al recupero e alla compensazione della funzione alterata.