Neuropsicologia e funzionamento cognitivo

Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione, si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare.

Rita Levi Montalcini

Il neuropsicologo si occupa delle persone nel loro funzionamento cognitivo, come la memoria, la capacità di parlare e di fare i conti e alcuni ragionamenti, di prestare attenzione, di concentrarsi e di dividere l’attenzione fra più attività nello stesso momento.

Talvolta, certe condizioni emotive e situazioni di disagio prolungate nel tempo possono generare alterazioni delle capacità cognitive, in assenza di altre cause apparenti. Questo è il caso in cui si rende utile una diagnosi differenziale, per distinguere l’origine del problema e indirizzare un intervento mirato e efficace.

Il Funzionamento cognitivo

Un diverso funzionamento cognitivo si può osservare in un bambino che cresce, in un adulto dopo un incidente o una malattia che coinvolge il cervello, in situazioni di carenza alimentare o disordini ormonali e metabolici, o in un anziano.

Un calo di memoria o attenzione può far parte del normale processo d’invecchiamento, ma oltre un certo grado qualche accertamento è meglio farlo.

Il cambiamento delle capacità cognitive può creare difficoltà persistenti che interferiscono con le più comuni attività della vita quotidiana, con la vita sociale, con quella lavorativa o scolastica. Influiscono così anche sulla qualità della vita della persona e della sua famiglia.  

La famiglia della persona è coinvolta nella cura. Fondamentale nel supporto e nella gestione organizzativa e psicologica, la famiglia può diventare una  risorsa per lo sviluppo e la riabilitazione delle capacità.

Rivolgersi a un neuropsicologo: con quale intento?

  • per valutare i disturbi nel funzionamento cognitivo
  • per orientarsi su conseguenze e possibilità dopo una diagnosi
  • per pianificare l’intervento riabilitativo e la stimolazione cognitiva
  • per gestire comportamenti e difficoltà quotidiane

Il Confronto

Si parla di alterazione e diversità del funzionamento cognitivo, ma rispetto a che cosa? Per stabilire una diversità di funzionamento è necessario un confronto.

Questo confronto viene fatto a seconda del contesto in cui si svolge. Infatti, in un’aula scolastica è probabile che l’insegnante confronti lo sviluppo delle capacità di un alunno con quello degli altri studenti.

Mentre, il comportamento e le capacità di autocontrollo di un giovane adulto, che vacillano in seguito a un incidente con colpo al capo, possono essere confrontate con il ricordo, di parenti e amici, delle sue capacità precedenti.

Allo stesso modo, se un figlio adulto si accorge che il genitore dimentica alcune informazioni, confronta l’efficienza della memoria di oggi con quella del passato.

Il neuropsicologo utilizza un processo diagnostico di valutazione che comprende colloquio, prove testistiche, calcolo dei punteggi nelle prestazioni e confronto con le medie dei punteggi di ampi gruppi di popolazione.

Per quali problemi rivolgersi a un neuropsicologo?

  • difficoltà di apprendimento
  • calo delle capacità percepito o riferito
    • dopo un trauma cranico
    • per gli esiti di ischemia o ictus
    • per la diagnosi di Alzheimer e demenze
    • in seguito a terapie farmacologiche o interventi neurochirurgici

Condizioni comuni di disturbo cognitivo

I disturbi dell’apprendimento

– bambini –

Il trauma cranico

-tutte le età –

Ischemia e ictus

-adulti e anziani-

Declino cognitivo lieve

-adulti maturi e anziani-

Alzheimer e demenza

-adulti maturi e anziani-

Patologie cerebrali

-tutte le età-

Contatti

Dott.ssa Giulia Portugheis, Psicologo Psicoterapeuta – Ordine Psicologi del Veneto, n. 6324 

  • smartphone: 347 6489031
  • e-mail: info@riabilitazione-neuropsicologica.it

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